Fine di un’era.

Finisce Novembre e con questo crepuscolo pomeridiano delle 17.40 mi appresto a salutare un’era che giunge al termine.

Sono passati tanti anni, ho commesso alcuni errori…ad esempio non fare domande, non essere diretta, non impormi.

Ho perso tempo? Probabilmente.

Ne ho mandati giù altrettanti di errori ma ora che sono stati esposti e ammessi sono evaporati in questa immobilità emotiva di anni.

Non mi spaventa più mostrarmi per quella che sono..con i miei pregi e i miei difetti. 

Non voglio più essere la seconda scelta di nessuno.

Non voglio più annullare il mio valore.

Forse avrei dovuto farlo seriamente in quel Settembre del 2013.

Ma è andata così.

Ho sempre sperato in qualcosa che non c’è.

L’era dell’orso infine si chiude davvero.

Mi sono dimenticata di dire che ti ho sempre considerato il primo 🙂 che le poche cose che c’erano state prima di te non erano consiserabili.

Ma amen. Lo saprai in fondo.

Mannaggia a me di non aver scoperchiato prima la scatola. 

Avrei capito prima molte cose.

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Dopo il crepuscolo viene la notte. 

Viene il dolore di avere la conferma di non averti lasciato nulla…di non averti trasmesso nulla.

Ma poi spunta il sole.

È l’alba di una nuova era…

E all’orizzonte ecco sbucare l’ennesima prova.

Lo zombie che è risorto, non si sa per quale imprecisato motivo.

Il furetto contro ogni logica ha deciso di tornare…ma io sono pronta.

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Ventotto.

09/11/2016

Per tutti rimarrà nella memoria come il giorno che negli USA hanno eletto un buffone col ciuffo inguardabile e la faccia arancione, guerrafondaio, razzista omofobo e misogino.

Per me invece è stato il giorno del mio ventottesimo compleanno.

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I giorni precedenti son stati densi… ho riflettuto a lungo.

Voglio stare un po’ per conto mio dopo l’ennesima delusione di vedere una persona che solo la sera prima avevo creduto sinceramente cambiata, ritrovata e maturata, comportarsi di nuovo in maniera leggera e senza scrupoli.

Non cambierai mai.

Lo speravo però …che crescendo ma soprattutto grazie alla mia presa di posizione avessi riflettuto su questo tuo non prendere mai una decisione definitiva.

Questo tuo professare l’amore verso una persona ma coltivare il tradimento perpetuo. 

Ci ho sinceramente creduto venerdì scorso.

Che potesse esistere un modo. Un modo per conoscerti più profondo.  

Sabato invece ho avuto quella sensazione di sangue nel cervello che pulsa, nel vederti sparire magicamente con quella e poi ricomparire con quegli atteggiamenti… che delusione. 

Non sei mio non posso ingelosirmi, non lo sarai mai forse a questo punto perchè so che perdi il pelo ma non il vizio, però diamine come posso stare tranquilla…forse non ci hai combinato niente con quella ma io la conosco troppo bene quella faccia da orsetto pacifico.  Tre anni son tanti, potrò non sapere il tuo colore preferito ma ormai certe cose le so. Dimmi pure di tacere e di farmi i cazzi miei ma mi piaci quindi per forza che ci tengo, per forza che mi incazzo. Se volessi ti rovinerei con un click la vita.

Ma non sono qui per questo, vai pure dove vuoi e con chi vuoi.

Tanto torni sempre, torni comunque.

Forse un giorno però non mi troverai più davvero e te ne pentirai perchè in fondo sai quanto valgo.

Salutami…

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A proposito me ne vado ad Amsterdam a Dicembre.

Mia mamma mi ha fatto un super regalo. Mi sono commossa.

Che figata!! Non vedo l’ora di partire… così magari mi ripiglio un po’

Adesso però voglio godermi tutto Novembre, in santa pace senza crearmi aspettative.

Irritación

Ripenso a sto ponte.

Mi sale l’irritazione.

Quella che mi hai fatto venire a fare il fighetto.

Che cazzo t’avrò fatto poi lo sai solo tu.

Non sono una stronza, né un cubetto di ferro freddo e senza sentimenti.

Non mi merito maleducazione ad minchiam.

Io non mi permetterei mai.

Io sto nel mio se non voglio parlare con una persona, le rivolgo le parole minime e indispensabili per la convivenza civile se la situazione mi costringe a farlo. E credo che qualcuno lo sappia bene..oh eccome se lo sa che so far diventare trasparenti le persone se voglio…ma con garbo e soprattutto per una buona ragione.

Non così a caso.

Se il motivo ci fosse (anche immaginario) lo vorrei proprio sapere.

Userò una celebre e a me carissima citazione per esprimere un mio vago sospetto:

La prossima volta che c’è un ballo raccogli il coraggio e invitami prima che lo faccia qualcun altro! E non come ultima risorsa!

 

Brucia.

Cesare Cremonini mi chiede negli auricolari “chissà se amare è una cosa vera?”

Ma io non ho una risposta.

È troppo tempo che non ho una risposta.

Quel mulinello di sensazioni che provo, alternate per alcuni soggetti possono essere definite amore?

Forse. Ma non di quelli di cui avrei bisogno ora.

E mentre la gastrite avanza cerco di accontentarmi.

Chissà se accontentarsi è una vita vera?

E lo stomaco brucia.

La nobile arte del rifiuto.

​Comunque ho capito.

La metafora del quanto è bello in fondo stare soli, farsi i cazzi propri. 

Una bella metafora per dire stai su di dosso non vai bene.

Tuttavia per quanto io possa cogliere al volo e anzi prevedere certe reazioni non posso controllare la chimica.

Perciò lo smacco rimane tanto quanto la speranza che prima o poi questa tensione si sprigioni che sia in positivo o in negativo.

 Dato che ormai sono anni che esiste e su questo almeno, mi spiace sottolinearlo che magari vai in crisi, ma non ci piove.

Forse ciò che è difficile da superare è il concetto che oltre l’amicizia è pericoloso spingersi.

Forse é perché in fondo penso ma io che cosa voglio davvero? 

Quindi mi faccio andare bene questa risposta nascosta tra mille righe inutili. 

Che diosanto quando distribuivano il dono dell’essere aperti e dire ciò che si pensa tu hai cambiato fila di proposito. 

Niente dai ridiamoci su (come al solito da sei anni a sta parte). 

Questa è una foto per ricordare a chi passa di qui che questa è la mia faccia e se non ce la metto a volte è solo perché  reputo ci sia troppa esposizione. 

Non è scelta a caso. :mrgreen:

L’INSISTENZA

Volevo uscire allo scoperto.

Lo so che la confidenza che sto per farvi non gioca affatto a mio favore…però volevo confessarlo.

Con me l’insistenza funziona. 

Non immediatamente tipo venditore che cerca di rifilarti qualsiasi cazzata, in quei casi mi fa imbestialire. 

Parlo delle persone che vogliono qualcosa da me e pazientemente, giorno dopo giorno, fanno cadere quella gocciolina innocua sulla mia testa per ricordarmi la rischiesta.

Prima o poi cedo…prima o poi la gocciolina buca il cranio e improvvisamente la richiesta a cui ponevo resistenza mi vien voglia di assecondarla. Per sfinimento.

Pare una bella idea.

Capisci ora perché ti dribblo alla grande? 

Ci piazzo un emoticon alla fine e si va avanti.

 

Agosto 2016.

Ci sono cose che ad Agosto non dovrebbero succedere.

In realtà non dovrebbero succedere e basta.

Tipo la morte di un genitore. 

Men che meno del proprio padre.

Ebbene si, la malattia del secolo s’é portata via l’ ennesimo componente della mia famiglia. 

Non mi va di scrivere tutte quelle cose banali che in questi casi vengono in mente. 

Non vorrei mentire e dirvi che mio papà era una persona stupenda e perfetta solo perché ha sofferto e ora non c è più. 

Preferisco dire che con i suoi pregi e i suoi difetti era un uomo con cui mi scontravo spesso ma che mi ha insegnato tante cose. Soprattutto ( e in un modo tutto suo) il rispetto del lavoro e della fatica.

Avrei voluto che le cose andassero diversamente. Chiaro.

Ho cercato di fare quel che era nelle mie possibilità per alleviare, soprattutto con la mia presenza, la sua convivenza con quel fantasma dalle mille braccia.

Ovviamente non è bastato.

Sapevo dall’inizio che non sarebbe bastato ma l’ho fatto comunque.

Perché alla mamma e al papà ci aggrappiamo con denti e unghie quando ci rendiamo conto che non sono eterni.

Tuttavia quando capitano queste situazioni orrende ci sono degli aspetti anche positivi che mai ti aspetteresti di percepire.
Ad esempio il bel confronto che ne è uscito con alcune persone della famiglia con cui non mi ero mai rapportata in maniera cosi viva e diretta. 

E il sentire la stima e l’affetto degli amici fluire da ogni direzione e capire di non avere poi così poche persone che mi amano e su cui contare. 

Ma finché non li si vede tutti riuniti non si ha la consapevolezza palpabile di essere così fortunati.

In questa vita piena di ostacoli e bruttezza ho deciso: prendo il meglio da ogni cosa e me lo tengo stretto.
Ciao papà.

S.

ENNESIMA RIPARTENZA

L’importante è ripartire.

Non importa quanto ti buttano giù.

Non importa quanto hai dato ed investito su un rapporto che non decolla.

Quando sembrava tutto perfetto e poi inspiegabilmente va tutto in sfacelo.

Bisogna credere che l’energia spesa e l’amore dato torneranno indietro in altre forme.

Il rancore ovviamente è la prima reazione umana…la delusione, la voglia di vendicarsi per un trattamento immeritato.

Ma poi basta fermarsi a pensare che il bene porta altro bene e il male invece porta solo altro male.

Non vuol dire esser fessi però.

Un paio di precisazioni mi sembrano quindi necessarie…

non dovrei nemmeno più  sprecare una parola per questa persona ma io sono un po’ atipica, si sa, e se mai passasse di qui almeno saprebbe come la penso.

“Non capisco il cambio repentino di idee, fatico a capirlo perchè rileggendo le conversazioni dall’inizio, non comprendo in quale parte del percorso ti ho perso.
Le dolcezze dette, le piccole attenzioni ..non credo si possano fingere nonostante siano magari alternate ad affermazioni un po’ contrastanti, quindi continuerò a pensare: dove diavolo ti ho perso?

Come puoi dire di tenerci e volermi bene senza che sia vero?
Per me è inconcepibile.

Se avessi voluto perdermi avresti potuto  farlo inventandoti qualsiasi altra cosa o accettando quello che avevo prontamente suggerito io, quando ti dissi che avrei preferito non vederti più se questo sarebbe stato più salutare.
Di solito capisco e accetto tutta la confusione del mondo e quindi accetterò pure questo cambio di idee per non soffrire,ma c’è qualcosa che non mi torna.
Mi spiacerebbe scoprire di aver avuto ragione sin dal principio e che molte cose che mi sono state propinate in fondo non fossero esattamente veritiere, ma tant’è.
Infine vorrei far presente che sono ben consapevole che un’altra come me non la troverai di nuovo facilmente e tu lo sai.
Non è arroganza, è solo amor proprio quello che hai creduto io possegga in scarsa quantità, ma che invece sul punto di vista emotivo e di correttezza ho ben sviluppato e mi permette di cadere sempre in piedi anche quando vengo trattata a pesci in faccia.
Ho dato tutto per quel poco che c’è stato,forse troppo ma non me ne pento.
Perchè sono certa che quando penserai a me avrai un bel ricordo e magari rosicherai pure.”

 

Quindi avanti.

Cerchiamo di cancellare dalla vita chi ci cancella e proseguiamo.

Ho davvero un mondo da dare e la prossima persona che arriverà spero lo apprezzi e non si spaventi.

 

Ps: alle citazioni bisogna crederci però.

I keep on rocking baby.

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Home Alone

Amo cenare fuori da sola.
Mi aiuta a raccogliere i pensieri, metabolizzarli, senza che l’ambiente di casa mi deconcentri troppo con la sua familiarità e routine di cose da fare.
Stasera ho scelto di uscire per pensare a te.
Finora tutto ciò che speravo accadesse è accaduto.
Ci sono ancora un po’ di cose da sistemare ovviamente, ma cercherò di farti vedere quello che vedo io.
Ti prenderò per mano e non ti lascerò finché non vedrò i tuoi passi allineati ai miei.
Tu penserai che sono matta ad aver tratto conclusioni in pochi mesi, in realtà non sono mai stata così lucida.
L’altro ieri ho conosciuto l’amore per la prima volta.
Non ci credi, capisco.
Nemmeno io ci credo di aver aspettato 27 lunghi anni.
È tutto così giusto che mi manca il fiato.
Ho messo via alcuni rapporti ingombranti nel frattempo.
Mi sarei aspettata qualche parola di apprezzamento in più ma ovviamente sbagliavo…
Ciò non fa che sottolineare molto più le differenze.
Non credo ancora che io possa piacere così tanto a una persona.
Ora trattengo il respiro e mi auguro che nessuno distrugga i miei sogni.
E mi auguro altre mille notti a spingere macchine con la batteria scarica per la distrazione di esserci persi l’uno dentro l’altra.

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Sono arrivata al dolce.
Ma no, non sono sazia.