Brucia.

Cesare Cremonini mi chiede negli auricolari “chissà se amare è una cosa vera?”

Ma io non ho una risposta.

È troppo tempo che non ho una risposta.

Quel mulinello di sensazioni che provo, alternate per alcuni soggetti possono essere definite amore?

Forse. Ma non di quelli di cui avrei bisogno ora.

E mentre la gastrite avanza cerco di accontentarmi.

Chissà se accontentarsi è una vita vera?

E lo stomaco brucia.

La nobile arte del rifiuto.

​Comunque ho capito.

La metafora del quanto è bello in fondo stare soli, farsi i cazzi propri. 

Una bella metafora per dire stai su di dosso non vai bene.

Tuttavia per quanto io possa cogliere al volo e anzi prevedere certe reazioni non posso controllare la chimica.

Perciò lo smacco rimane tanto quanto la speranza che prima o poi questa tensione si sprigioni che sia in positivo o in negativo.

 Dato che ormai sono anni che esiste e su questo almeno, mi spiace sottolinearlo che magari vai in crisi, ma non ci piove.

Forse ciò che è difficile da superare è il concetto che oltre l’amicizia è pericoloso spingersi.

Forse é perché in fondo penso ma io che cosa voglio davvero? 

Quindi mi faccio andare bene questa risposta nascosta tra mille righe inutili. 

Che diosanto quando distribuivano il dono dell’essere aperti e dire ciò che si pensa tu hai cambiato fila di proposito. 

Niente dai ridiamoci su (come al solito da sei anni a sta parte). 

Questa è una foto per ricordare a chi passa di qui che questa è la mia faccia e se non ce la metto a volte è solo perché  reputo ci sia troppa esposizione. 

Non è scelta a caso. :mrgreen:

L’INSISTENZA

Volevo uscire allo scoperto.

Lo so che la confidenza che sto per farvi non gioca affatto a mio favore…però volevo confessarlo.

Con me l’insistenza funziona. 

Non immediatamente tipo venditore che cerca di rifilarti qualsiasi cazzata, in quei casi mi fa imbestialire. 

Parlo delle persone che vogliono qualcosa da me e pazientemente, giorno dopo giorno, fanno cadere quella gocciolina innocua sulla mia testa per ricordarmi la rischiesta.

Prima o poi cedo…prima o poi la gocciolina buca il cranio e improvvisamente la richiesta a cui ponevo resistenza mi vien voglia di assecondarla. Per sfinimento.

Pare una bella idea.

Capisci ora perché ti dribblo alla grande? 

Ci piazzo un emoticon alla fine e si va avanti.

 

Agosto 2016.

Ci sono cose che ad Agosto non dovrebbero succedere.

In realtà non dovrebbero succedere e basta.

Tipo la morte di un genitore. 

Men che meno del proprio padre.

Ebbene si, la malattia del secolo s’é portata via l’ ennesimo componente della mia famiglia. 

Non mi va di scrivere tutte quelle cose banali che in questi casi vengono in mente. 

Non vorrei mentire e dirvi che mio papà era una persona stupenda e perfetta solo perché ha sofferto e ora non c è più. 

Preferisco dire che con i suoi pregi e i suoi difetti era un uomo con cui mi scontravo spesso ma che mi ha insegnato tante cose. Soprattutto ( e in un modo tutto suo) il rispetto del lavoro e della fatica.

Avrei voluto che le cose andassero diversamente. Chiaro.

Ho cercato di fare quel che era nelle mie possibilità per alleviare, soprattutto con la mia presenza, la sua convivenza con quel fantasma dalle mille braccia.

Ovviamente non è bastato.

Sapevo dall’inizio che non sarebbe bastato ma l’ho fatto comunque.

Perché alla mamma e al papà ci aggrappiamo con denti e unghie quando ci rendiamo conto che non sono eterni.

Tuttavia quando capitano queste situazioni orrende ci sono degli aspetti anche positivi che mai ti aspetteresti di percepire.
Ad esempio il bel confronto che ne è uscito con alcune persone della famiglia con cui non mi ero mai rapportata in maniera cosi viva e diretta. 

E il sentire la stima e l’affetto degli amici fluire da ogni direzione e capire di non avere poi così poche persone che mi amano e su cui contare. 

Ma finché non li si vede tutti riuniti non si ha la consapevolezza palpabile di essere così fortunati.

In questa vita piena di ostacoli e bruttezza ho deciso: prendo il meglio da ogni cosa e me lo tengo stretto.
Ciao papà.

S.

ENNESIMA RIPARTENZA

L’importante è ripartire.

Non importa quanto ti buttano giù.

Non importa quanto hai dato ed investito su un rapporto che non decolla.

Quando sembrava tutto perfetto e poi inspiegabilmente va tutto in sfacelo.

Bisogna credere che l’energia spesa e l’amore dato torneranno indietro in altre forme.

Il rancore ovviamente è la prima reazione umana…la delusione, la voglia di vendicarsi per un trattamento immeritato.

Ma poi basta fermarsi a pensare che il bene porta altro bene e il male invece porta solo altro male.

Non vuol dire esser fessi però.

Un paio di precisazioni mi sembrano quindi necessarie…

non dovrei nemmeno più  sprecare una parola per questa persona ma io sono un po’ atipica, si sa, e se mai passasse di qui almeno saprebbe come la penso.

“Non capisco il cambio repentino di idee, fatico a capirlo perchè rileggendo le conversazioni dall’inizio, non comprendo in quale parte del percorso ti ho perso.
Le dolcezze dette, le piccole attenzioni ..non credo si possano fingere nonostante siano magari alternate ad affermazioni un po’ contrastanti, quindi continuerò a pensare: dove diavolo ti ho perso?

Come puoi dire di tenerci e volermi bene senza che sia vero?
Per me è inconcepibile.

Se avessi voluto perdermi avresti potuto  farlo inventandoti qualsiasi altra cosa o accettando quello che avevo prontamente suggerito io, quando ti dissi che avrei preferito non vederti più se questo sarebbe stato più salutare.
Di solito capisco e accetto tutta la confusione del mondo e quindi accetterò pure questo cambio di idee per non soffrire,ma c’è qualcosa che non mi torna.
Mi spiacerebbe scoprire di aver avuto ragione sin dal principio e che molte cose che mi sono state propinate in fondo non fossero esattamente veritiere, ma tant’è.
Infine vorrei far presente che sono ben consapevole che un’altra come me non la troverai di nuovo facilmente e tu lo sai.
Non è arroganza, è solo amor proprio quello che hai creduto io possegga in scarsa quantità, ma che invece sul punto di vista emotivo e di correttezza ho ben sviluppato e mi permette di cadere sempre in piedi anche quando vengo trattata a pesci in faccia.
Ho dato tutto per quel poco che c’è stato,forse troppo ma non me ne pento.
Perchè sono certa che quando penserai a me avrai un bel ricordo e magari rosicherai pure.”

 

Quindi avanti.

Cerchiamo di cancellare dalla vita chi ci cancella e proseguiamo.

Ho davvero un mondo da dare e la prossima persona che arriverà spero lo apprezzi e non si spaventi.

 

Ps: alle citazioni bisogna crederci però.

I keep on rocking baby.

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Home Alone

Amo cenare fuori da sola.
Mi aiuta a raccogliere i pensieri, metabolizzarli, senza che l’ambiente di casa mi deconcentri troppo con la sua familiarità e routine di cose da fare.
Stasera ho scelto di uscire per pensare a te.
Finora tutto ciò che speravo accadesse è accaduto.
Ci sono ancora un po’ di cose da sistemare ovviamente, ma cercherò di farti vedere quello che vedo io.
Ti prenderò per mano e non ti lascerò finché non vedrò i tuoi passi allineati ai miei.
Tu penserai che sono matta ad aver tratto conclusioni in pochi mesi, in realtà non sono mai stata così lucida.
L’altro ieri ho conosciuto l’amore per la prima volta.
Non ci credi, capisco.
Nemmeno io ci credo di aver aspettato 27 lunghi anni.
È tutto così giusto che mi manca il fiato.
Ho messo via alcuni rapporti ingombranti nel frattempo.
Mi sarei aspettata qualche parola di apprezzamento in più ma ovviamente sbagliavo…
Ciò non fa che sottolineare molto più le differenze.
Non credo ancora che io possa piacere così tanto a una persona.
Ora trattengo il respiro e mi auguro che nessuno distrugga i miei sogni.
E mi auguro altre mille notti a spingere macchine con la batteria scarica per la distrazione di esserci persi l’uno dentro l’altra.

image

Sono arrivata al dolce.
Ma no, non sono sazia.

Chasing Pavements

A metà del 2008 una persona mi ha preso il cuore, me lo ha ingrandito, ci ha scritto sopra, l’ha stropicciato l’ha stiracchiato poi me lo ha strappato e l’ha ricomposto più bello di prima.

Me lo ha restituito pieno di parole nuove, di colori più vividi e sistemi di elaborazione più efficaci.

Ha fatto male? Certo.  Ma quel dolore poi si è trasformato in qualcosa di insostituibile.

Se non avessi saputo resistere mi sarei persa sicuramente una delle parti migliori di me.

Ora sento che qualcun’altro, in modo diverso ma spaventosamente simile, sta allungando le sue mani verso il mio cuore.

E a differenza di qualche anno fa io mi sento meno propensa ad affrontare di nuovo quella sofferenza costruttiva.

Ma c’è una voce che sussurra “Ne vale la pena e tu lo sai!”

broach-crystal-heart

Ho cambiato idea
non ho bisogno di pensarci ulteriormente
(…)
dovrei arrendermi o dovrei semplicemente
continuare ad andare avanti?
anche se questo non mi porterà da nessuna parte
o potrebbe essere un’opportunità sprecata?
anche se sapessi qual è il mio posto
dovrei lasciarlo lì?
dovrei arrendermi o dovrei semplicemente
continuare ad andare avanti?
anche se questo non mi porterà da nessuna parte

mi sto fortificando, e volo in cerchi
aspetta finchè il mio cuore ce la fa
e finchè la mia schiena comincia a pizzicare
alla fine potrebbe andare così?

dovrei arrendermi o dovrei semplicemente
continuare ad andare avanti?
anche se questo non mi porterà da nessuna parte
o potrebbe essere un’opportunità sprecata?
anche se sapessi qual è il mio posto
dovrei lasciarlo lì?
dovrei arrendermi o dovrei semplicemente
continuare ad andare avanti?
anche se questo non mi porterà da nessuna parte

Sentimenti ad minchiam

Cosa mi sta capitando?

Non capisco più nulla e ho sempre voglia di piangere.

Sia quando leggo, ascolto una canzone o guardo Cucine da incubo e c’è il siparietto commovente.

Sono irritabile.

Sento che qualcosa sta cambiando ma non riesco ad afferrare cosa. E non capisco se è un cambiamento in meglio o in peggio.

Credo in meglio ma ho una paura fottutissima di stare male.

Non mi ero resa mai conto di quanta paura repressa avessi di soffrire.

Mi fa incazzare non avere certezze.

Le poche che raccolgo sono tutte negative.

Bevo una birra e ascolto fintamente distratta delle considerazioni, e non digerisco.  Come se sapessi che è finita troppo presto e non ti avrò mai, che tanto non ti ho mai avuto davvero e che forse non mi importa più di tanto.

Mi siedo su un letto e non mi ci sento più a mio agio,(e forse non mi ci sono mai sentita)  e parlo e faccio il mio show e riguardo le foto sulle mensole. Come se sapessi da qualche parte dentro me che finirà presto e non ti avrò mai, che tanto non ti ho mai avuto davvero.

Salgo in una macchina e ho i crampi allo stomaco per l’agitazione, e poi tante piccole avvisaglie di pericolo. Il cervello si mette in moto. E ripete costantemente:

“Te la piglierai nel culo! T’ha detto che non si vuole impegnare – Te la piglierai nel culo!  Questo vuole solo scopare – Te la piglierai nel culo! C’è qualcosa che non quadra – Te la piglierai nel culo! ”

Ma vedo dei gesti e dei modi diversi dal solito. Un rispetto particolare. Dei baci dolci. Un parlare di un più avanti che alletta. Che forse se anche dovessi pigliarla sarebbe almeno con stile. Come se sapessi da qualche parte dentro me che finirà male perché è troppo rischioso credere che possa finire bene.

Ma c’ è un germoglio di speranza che non riesco proprio a soffocare.

 

 

Paura de che?

Mi fanno morire dal ridere quelli che adesso che hanno approvato questa legge hanno paura.
Intanto vi ricordo che questo diritto è anche per le persone eterosessuali.
Secondo questa legge è solo un contentino del cavolo che se fossi io omosessuale sarei più incazzata che felice.
Inoltre fatemi capire di cosa avete esattamente paura.
Forse che da oggi eserciti di lesbiche col mitra si aggirino per strada per rovinarvi il vostro ideale di porno lesbo ammiccante alla quale avreste sempre voluto partecipare?
Forse che un drappello di maschioni vi suoni il campanello per farvi il culo e poi chiedervi di convolare a nozze forzatamente con il più dotato del gruppo?
Parliamone.
Perchè mi viene da pensare che in fondo ci sperate ma l’unica paura che avete è ammetterlo.