DIMENSIONI PARALLELE

DEI VIZI: E’ tutta questione di essere avvezzi o meno. Io non so se sono tagliata per questo stile di vita. Si, si chi mi conosce dirà subito ma non è quello che volevi tanto? Certo. Ma non così. Sto rimpiangendo i giorni in cui sentivo ancora battere il cuore dentro il petto per un sms che poteva arrivare o no. Rimpiango i giorni di anonimato fisico ma di possenza spirituale. La tanta agognata voglia di levarmi la polvere dell’infanzia e della adolescenza di dosso è piombata in me come un fulmine a ciel sereno; e ora che so, ora che ho visto cosa c’è nel mondo senza polvere non sono così certa di volerlo. Persino avvenimenti lavorativi spiacevoli mi scivolano addosso piatti, guastando in me solo la voglia di pace e tranquillità, che non è mai esistita, ma apparentemente mi era calata addosso lenta come una nevicata fuori stagione. Sono invecchiata? Certo. Ma non credevo che l’invecchiare comprendesse questa carenza di sensazioni, questa pigrizia del cuore. I miei migliori amici forse mi stanno capendo o forse no. Forse ho celato anche a loro involontariamente questo mio girovagare dell’anima che non riesce più a mettere a fuoco degli obiettivi, o meglio li ha ma è diventata troppo cinica per perseguirli volenterosamente.

DELLE VIRTU’: Mi sto barcamenando in espedienti scemi per non affrontare il mega nodo alla gola che presto incomberà. Ed incombe già a dire il vero.
La separazione da X. Si affacciano nella mia mente scene di addio molto formali che coincideranno alla mia perdita totale della bussola. E’ come se in questi due anni a poco a poco il mio carattere, già incline all’adagiarsi nelle situazioni per natura, si sia incollato anche a lui e non solo. E’ una cosa molto profonda e incontrollabile… forse è amore vero. E’ come se mi dicessero che devo cambiare casa, e nonostante magari quel posto,appena trasferita,non sembrava fare per me, ormai fosse diventato parte della vita a tal punto da essere irrinunciabile. Non riuscirei a non piangere al pensiero di separarmi…. In qualche modo ci apparteniamo. In una dimensione parallela è come se ci fossimo sempre conosciuti e sento che questa volontà di soffrire in silenzio pur di non essere lontani è reciproca. Il fatto che alla prima difficoltà ci cerchiamo a vicenda e quando i nostri occhi si incontrano non servono parole che sia per salutarsi o per sottintendere una battuta o per esprimere un po’ d’affetto e comprensione in momenti duri è palese. Il mio tono di voce si altera diventa basso caldo e pacato, mi prende la smania di istinti di condivisione estrema a me di solito così estranei. Come si fa? Come si fa se la vita invece è in questa dimensione? Mi chiedo se ci terremo in contatto in qualche modo in futuro. Se il filo che ci tiene insieme ora si spezzerà allontanandoci o se la volontà tenterà di rinforzarlo e farlo crescere fino ad essere una fune al quale aggrapparci e tirare e rincontrarci a metà. Magari tra 4-5 anni. 

Cosa sarò? Non mi riconoscerai nemmeno. Vinceranno i miei vizi? O le mie virtù? Ho talmente tanti libri aperti (o chiusi ma con le orecchie fatte qua e là per tenerci il segno) che non so prevedere nulla. Nè dove andrò, nè cosa farò, nè che persona diverrò.

L’unica costante è la lealtà. Speriamo che paghi.

 

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3 pensieri su “DIMENSIONI PARALLELE

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