CARENZE

Sono le 18 di una giornata qualunque a Milano. 

Il trombettista di Loreto, quello che sta appoggiato tra la banchina della rossa e la scala della verde, sta suonando la sua solita session malinconica vicino al solito cartello:"cerco lavoro".

Triste,lui ha scoperto cosa cerca e per non dimenticare se l’ é scritto.

Io invece sono immersa nella fiumana di pendolari di ritorno dalla giornata, e penso che se non ci fossi tu nella mia vita mi rimarrebbe gran poco da cercare.

Tu.

Oggi mi sono perfino dimenticata di facebook perché aspettavo un tuo segno di vita… C è un cielo stupendo. Il tramonto oggi lo vedo dal finestrino del vagone così all’ improvviso mi sovviene cos é che mi manca di più: la concretezza.

Ho detto la prima bugia inutile oggi, capisci è la mancanza di concretezza.

E ora mi sento stupida.

Non sparire come il sole sta sparendo dietro quei palazzi. Fammi sentire che non sto vivendo nell’ ennesima dimensione parallela. Tra meno di un mese avrò 24 anni, non posso più permettermi di perdere altro tempo. Fammi prendere consistenza come quelle nuvole rosa oppure lasciami al buio.

Io tanto mi sono sempre riaccesa in qualche modo…

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