NINO QUINCAMPOIX

E il mio dov’è nascosto?

Mi piace molto voltarmi nel buio e osservare le facce degli altri spettatori.

Strana la vita. Quando uno è piccolo, il tempo non passa mai. Poi, da un giorno all’altro ti ritrovi a cinquant’anni, e l’infanzia o quel che ne resta è in una piccola scatola, che è pure arrugginita.

L’angoscia del tempo che passa ci fa parlare del tempo che fa.

Lo sa, la fortuna è come il giro di Francia. Uno l’aspetta a lungo e poi passa in fretta!

La vita è solo un’interminabile replica di uno spettacolo che non avrà mai luogo.

Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei!

Senza di te, le emozioni di oggi sarebbero la pelle morta delle emozioni passate.

È meglio consacrarsi agli altri che ad un nano da giardino!

Se il dito indica il cielo l’imbecille guarda il dito.

Lei preferisce immaginare un rapporto con una persona che non c’èpiuttosto che creare legami veri con quelli che la circondano.

Un suggeritore nascosto detro le finestrelle con una risposta sferzante. Allora sì che i timidi avrebbero l’ultima parola.

08_Nino_Quincampoix

 

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