VIVERE

Sfrutto questo periodo di fermento interiore che mi fa essere così produttiva, per scrivere tutto quello che mi passa per la mente.

In effetti se non avessi tutti questi spunti non avrei nemmeno tutta questa ispirazione.

Perciò attingiamone prima che venga un altro blocco dello scrittore?.

Insomma è un periodo che oserei definire banalmente strano.

CAPITOLO 1 – IL LAVORO

Il lavoro c è e inaspettatamente va bene; cioè mi spiego non che di solito andasse male ma dopo una serie di esperienze negative o insoddisfacenti finalmente mi posso definire 1) fortunata 2) orgogliosa.

1- Fortunata lo dico perché sono capitata nel posto giusto al momento giusto almeno per una volta? non scorderò mai quel giorno che decisa a fare qualcosa per la mia situazione economica alquanto preoccupante ho preso la bici e ho pedalato per tutti i paesi limitrofi al mio a chiedere in tutti i baretti e ristoranti se avevano bisogno di una cameriera.

Ho lasciato per ultimo quello lì. Mi son detta ?Faccio prima il giro e poi torno qui al massimo?

Perché è un locale vecchio stile e mi sembrava improbabile assumessero personale giovane.

Al ritorno dalla perlustrazione locali indecisa sul da farsi alla fine pensando intensamente che ogni lasciata è persa sono entrata. Si vede che ho fatto (uno dei pochi casi) una buona impressione o più probabilmente ho avuto un gran culo. E? stato tutto molto telegrafico, presentazione, parlato brevemente delle esperienze precedenti, lasciato numero. La settimana dopo ero lì a servire.

Che affare.

E io che dicevo che mi faceva schifo fare la cameriera adesso capisco cosa intendeva dire mia mamma quando lo definiva un lavoro stancante ma divertente.

Un lavoro in cui ti diverti coi colleghi e ti svegli alla svelta.

e qui ci colleghiamo al punto 2.

2- Orgogliosa perché appunto mi sto svegliando, forse.

Almeno sulle cose importanti. Come non farsi fregare, farsi valere un po?di più, sostenere una conversazione senza sentirsi sempre inadeguata o comunque avendo paura di fare una brutta figura.

E guidare alla Vin Diesel. Eh eh questo lo includo nelle cose importanti perché prima non amavo molto andare in giro in macchina. Ma è pur sempre essenziale per emanciparsi.

Comunque in generale la timidezza mi sembra diminuita in maniera consistente.

E così tolto il lucchetto ai cassetti più remoti del cervello ho iniziato a volare.

Infatti anche in agenzia (l?altro lavoro che ho ma meno entusiasmante) nonostante la maggior parte dei personaggi che girino siano molto ambigui ho imparato a destreggiarmi e ad essere ancora molto più diplomatica di quello che già ero evitando le malelingue e gli schieramenti contro quello o quest?altro collega.

Trovo infantili certi comportamenti. E non capirò mai come si possa arrivare a 40 anni talmente insoddisfatti della propria condizione da cadere in certi meccanismi comportamentali stupidi e biechi.

CAPITOLO 2 ? L?AMORE

Pur non avendo accantonato certi progetti ho capito che ho bisogno di un amore concreto.

Quello platonico è stupendo certo, ti sazia l?animo e ti fa sentire benissimo.

Ma io ho bisogno di una relazione.

E ho capito anche che il tipo di uomo che voglio è un uomo concreto e su cui io possa appoggiarmi.

Non mi sento per niente una di quelle ragazze che vuole comandare nella coppia. Ma nemmeno la ragazza zerbino. Penso che ci voglia equilibrio.

E io il mio uomo lo immagino uno su cui puoi contare e che se per caso ne senti il bisogno ti sostenga.

Che arrivi dove io non ce la faccio e viceversa abbia bisogno della mia presenza per certe cose.

Che non sia una pappa molla e che sia sveglio nelle cose, che abbia già fatto determinate esperienze.(Non intendo sessuali?non sono così superficiale)

Che abbia degli interessi e sia intellettualmente stimolante. Non per forza un genio ma che non sia nemmeno una larva o un fanatico.

Purtroppo mi rendo conto che i ragazzi della mia età corrispondenti al profilo sono molto, molto rari.

Ahimè inoltre sono in una situazione del cavolo.

Più matura per la fascia d?età che mi compete e troppo immatura e priva di esperienza per guardare oltre.

Sob?Tuttavia mi piace sognare.

E la speranza è l?ultima a morire.

CAPITOLO 3 ? LA FAMIGLIA

Stranamente penso di essermi conquistata definitivamente il rispetto e l?indipendenza necessaria a poter condurre una vita familiare serena e quasi priva di dissapori.

E il mio parere ora pesa un po? di più. Quindi perfetto.

CAPITOLO 4 ? L?AMICIZIA

Dopo certi risvolti inaspettati di alcuni rapporti non mi sorprende più nulla.

Resta solo in questo caso seguire il mio amatissimo istinto e stare a guardare le cose come andranno a finire. Con tutti.

Senza offesa per nessuno ma la realtà mi ha aperto gli occhi e ho capito che i rapporti perfetti non esistono bisogna crearseli. 😉

So già che qualcuno a questo punto penserà che la mia evoluzione (o metamorfosi Kafkiana) è merito anche della sua influenza. Rispondo in anticipo: ?Forse un po? indubbiamente.?

Chiudo con una frase del mio amato Marco che piacerà anche a qualcun?altro:

?Quando accarezzo i fiori faccio nevicare, sono un fenomeno nel cielo, un vago accadimento.

Senza nemmeno immaginare di avere il meccanismo tra le dita…Luxury girls, luxury girls i?ve got my eyes on luxury girls, luxury girl?la poesia è la cosa più bella che ci sia.?

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