DIARIO

Penso che forse è stato un errore smettere di annotare i fatti.

Mi sarei resa conto meglio di tutto quello che è accaduto nel giro di 5 mesi.

E? che prima avevo uno scopo, un dubbio che mi spingeva a scrivere e scrivere con l?entusiasmo di qualcuno che ha appena imparato a farlo.

Volevo scoprire, ero entusiasta della vita.

Poi dopo aver avuto le risposte, ed esaurita quasi completamente la mia curiosità mi sono inabissata.

Come se qualcuno avesse trovato e premuto il mio tasto ?off?.

Nessuno si è accorto più di tanto della differenza, neppure la sottoscritta.

Altre cose più o meno importanti mi han distratto, soprattutto la convinzione di essermela cavata per la prima volta con la minore quantità di danni collaterali.

Non ho dato peso alle sottili differenze oppure sì ma ho voluto ignorarle volontariamente? non ho mai voluto ammettere che mi cancello da sola dagli elenchi,

o rovino da sola le situazioni che mi rendono felice.

Ma ora alla soglia di un anniversario tanto agognato, facendo un bilancio, capisco.

Capisco che non ho ancora una traccia, un canovaccio, dettato dalle mie esperienze passate (e dai loro risultati )da utilizzare per quelle future in modo da evitare certi errori.

Anzi essendomi comportata agli estremi e avendo avuto risultati fallimentari in entrambe i casi tanto vale che io cominci ad inventare dei nuovi modi di affrontare le cose.

Smettere di pensare alle molteplici possibilità parallele e focalizzarmi su una sola cosa alla volta; evitare il solito caos che mi affolla la testa.

E scrivere con ordine le osservazioni in modo da trarre conclusioni più razionali dai fatti scritti nero su bianco.

O per lo meno provare a farlo.

Ma sono sicurissima dopo aver riletto l?altro blog, che un periodo così non mi ricapiterà più?.e ogni volta che vorrò ri-immergermi in quell?atmosfera potrò farlo solo attraverso quelle parole così mature e pure e ingenue che scaturivano in modo così naturale grazie al mio stato d?animo.

Penso che un giorno permetterò a qualcuno che mi somiglia di entrare in quello squarcio di vita così colorata, anche se magari non potrà capirlo così a fondo come potrei farlo solo io, gli farò leggere cosa avevo dentro in quel momento e cosa sono in grado di provare. E aspetterò un parere esterno.

Per questo voglio ricominciare a scrivere tutto.

Ogni briciola, ogni attimo e trovarci qualcosa che conta, che valga la pena di viverli questi momenti così sfuggevoli.

 

E mentre rifletto su questo mi ronzano in testa solo canzoni nostalgiche e un po? vecchie tipo:

?Non so perché.. l?allegria degli amici di sempre non mi diverte più.

Uno mi ha detto che Lontano dagli occhi,lontano dal cuore.

E tu sei lontano, lontano da me.

Ora so che cos?è quell?amaro sapore che mi resta di te, quando tu sei lontano e non so dove sei cosa fai dove vai e so perché non so più immaginare il sorriso che c?è negli occhi tuoi quando sei con me.?

 Oppure:

?SE BRUCIASSE LA CITTA? DA TE DA TE IO CORREREI.

SE BRUCIASSE LA CITTA? LO SO LO SO TU CERCHERESTI ME.?

 Uff  M. è colpa tua! Il brizzolato dei tuoi capelli si fonde con la mia passione per le cose retrò?. Tipo la canzoncina del Campari. Datata ma adorabile.

Ok ora basta. Andiamo avanti.

O per lo meno tentiamo.

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