L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL’ESSERE

Cosa diventano tutti i nervosismi e problemi quotidiani davanti a un cranio calvo bianco latte, se quel cranio appartiene a un ragazzino forse nemmeno sedicenne?

Davanti a certi rumori così sinistri provenire da un corpo troppo stanco e troppo piccolo per contenere un dolore così grande.

All’improvviso mi sento minuscola e scema.

Per tutte le lamentele stupide e per le paranoie da imbecille che mi faccio spesso. Soprattutto mi sento grata di aver potuto vivere finora.

Di avere tempo.

Solo un giorno prima piangevo di gioia perchè la vita è stata clemente col mio fidanzato.

Quando quelle parole sono state finalmente pronunciate, il fatto che le patologie gravissime fossero state escluse, il sollievo è stato enorme e indescrivibile.

L’ho stretto forte a me e ho deciso.

Ho deciso che la vivrò a 1000 questa opportunità.

Gli spetteranno giorni difficili ma non pessimi.

Non è niente di insormontabile.

Poi ci sarà tutto il tempo del mondo.

Il viso mesto e rassegnato di quei genitori mi sia da monito sempre.

Al lunedì mattina quando la voglia di andare al lavoro è poca.

Quando qualcuno mi risponde male.

Quando mi viene la tentazione di cedere alle cattive abitudini.

Quando spreco energie per le cause perse.

Probabilmente è tutta una riflessione scontata. Ma ogni tanto un pugno in faccia che riporta alla realtà e che rimette a fuoco le priorità è necessario.

L’insostenibile pesantezza dell’essere è l’impotenza di fronte al dolore.

Il resto è noia.

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2019.

Pochi secondi dopo la mezzanotte, nel tripudio generale di spumanti, scintillini e lanterne cinesi,  un caro amico del mio fidanzato mi ha abbracciata e mi ha detto delle parole stupende.

Più o meno queste: Sono felice che tu ci sia, perchè hai reso felice uno dei miei migliori amici. Spero che non vi lasciate mai.

Quale modo migliore di cominciare l’anno?

Mi sono quasi commossa per il fatto che una persona che non mi conosce bene abbia pensato questo.

Soprattutto se la gente che dovrebbe conoscerti meglio invece, ti snobba e ti esclude.

Forse in fondo non è sempre un male.

Bisogna far spazio alla purezza.

Non ai rapporti malati.

Nè a quelli di circostanza.

Nè a quelli alimentati dall’urgenza di risolversi.

 

Riassunti. Schegge e frammenti.Auguri.

Riassunti.
Per i miei 30 anni non ho scritto nulla qui.
Son diventata una sfaticata…vecchia sfaticata senza voglia di raccogliere i pensieri e metterli da qualche parte.
Eppure ho avuto una festa bellissima con le persone che amo.
Sono stata un weekend a Bratislava e la mia migliore amica ha voluto che fosse il mio regalo. ♥ 
Il mio fidanzato, sant’uomo, mi ha regalato la Felix Felicis da collezione e la mini stampante da cellulare che è una figata pazzesca.
Sono come al solito rimasta senza parole per le dimostrazioni di affetto.
A volte penso che non mi merito tutto sto amore.
L’est europa comunque mi ha stupito nuovamente in positivo quasi come per Cracovia.
Ed ecco per rendervi partecipi le prove fotografiche  del mio portare lucidità e serietà per il mondo:
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Schegge e frammenti.
Indenne all’ansia io non riesco a stare.
Sarà questo periodo dell’anno che mi ricorda che l’integrità degli affetti che avevo non tornerà più.
Sarà che quando va tutto troppo bene per un tot di tempo io aspetto l’inculata dietro l’angolo.  Chi lo sa.
So che sto avendo una piccola ricaduta di ipocondria, panico a caso e pseudopatologie che sento ma che quasi sicuramente non ci sono davvero.
Santa pazienza.
Ho una vita felice e me la complico da sola.
Forse dovrei tornare in terapia ma mi do il tempo delle feste per decidere.
Queste schegge e frammenti dell’implosione del 2016 sono difficili da rimuovere.
 Ma a me piace un sacco usare le pinzette.
“Signore e signori (analisti e dottori)
Abbiamo nuovi pensieri (abbiamo nuovi dolori)
Che non potete capire (non potete intuire)
Non potete sentire
Quindi fidatevi”
Auguri.
Lavorare la vigilia in fondo mi piace…è un giorno lavorativo del resto ma magico, in cui tra persone ci si supporta un casino e infatti :
  •  Corro verso il camion della spazzatura perchè ho scordato di mettere il bidone fuori la sera prima e il tizio sembra felicissimo di vedere qualcuno che lo aspetta in strada alle 6 del mattino, lo ringrazio di essersi fermato e ci facciamo gli auguri che manco alla mia famiglia escono così sentiti. 
  • Arrivo alla metropolitana alle 07:05 invece che alle 07:16 perchè non c’è un cazzo di nessuno in giro per strada. Fantastico per un quarto d’ora su un futuro post bellico in cui l’umanità sia ridotta di due terzi per sempre (W l’empatia e l’amore per la gente). Parcheggio praticamente sui binari. Mi siedo senza nessuno in fianco che se volessi potrei fare anche il gioco della sedia senza perdere mai almeno fino a Loreto.
  • 11:30 La postina entra in ufficio baldanzosa e mi porta i cicciopants* che ho ordinato dagli USA 25 giorni orsono. Che tra l’altro invece son prodotti nonchè partiti dalla Cina. Il regalo inaspettato della vigilia. [*guaina contenitiva per ciccioni]
  • Chissà cosa succederà prima di sera in questa karmika giornata pre festiva …magari trovo i  10 euro che ho perso l’altro giorno per strada.

Intanto vi faccio i miei migliori auguri per un sereno Natale 2018 e un buon inizio anno 2019.

Magari farò un bilancio. Magari no. Magari mi peso e basta.

Che dopo aver scoperto che mi è sceso il colesterolo totale a 210, so già come concludere l’anno…

Epiphany

Questo weekend ho avuto un’epifania:

amare qualcuno significa essere felici che questo qualcuno esiste.

E nella semplicità del fatto che questa persona vive, sentire dentro un’immensa gratitudine e gioia.

Probabilmente in molti ci sarete arrivati prima di me, e forse io stessa lo sapevo già, ma l’illuminazione è arrivata con la distanza che spesso aiuta a vedere meglio le cose.

E quindi ecco il risvolto positivo di un weekend passato stando lontani.

😊

Strumenti .

Non voglio scrivere di politica perchè ritengo che un semplice cittadino dovrebbe cercare di informarsi il più possibile, farsi delle idee proprie sulle questioni ma poi evitare di fare lo statista di turno su Facebook o nel web in generale.
Voglio solo sfogarmi sul fatto che c’è gente che ora si lamenta senza essere andata a votare.
La situazione drammatica che stiamo vivendo in questi giorni era piuttosto prevedibile, tuttavia ciò di cui sono sempre stata intrinsecamente convinta è che se si ha il sospetto che la maggior parte delle persone tenda ad andare socialmente e politicamente in una direzione contraria al buonsenso e/o alle proprie idee si debba tentare il tutto e per tutto per contrastarle.
Oltre che ad eventuali confronti verbali che spesso non potano a nulla se davanti si hanno dei beoti, abbiamo un unico strumento: il voto.
Per quanto il sistema a croci e simboli possa essere obsoleto e un po’ superato, probabilmente screditato da molti anche a ragione, è l’unico che abbiamo.
Chi non usa gli strumenti che ha per tentare di cambiare qualcosa non dovrebbe poi lamentarsi che nulla è cambiato o è peggiorato.
Perchè posso anche sospettare o essere convinta che il mio contributo valga poco e niente ma come dice una canzone che mi sta a cuore “tanto vale provarci comunque”.
E’ una questione logica.
Che prescinde il concetto del voto.
Se per sperare di raggiungere un certo obiettivo “X”, una mia azione “Y” potrebbe in minima percentuale influenzare o meno il raggiungimento di tale obiettivo, mentre una mia astensione da qualsiasi azione non lo farebbe sicuramente, come può sfiorarci il dubbio di come comportarsi?
E poi se nonostante questo palese ragionamento fuori logica venisse scelto con che coraggio l’individuo che decide di astenersi prima si permette poi di proliferare parola?
L’energia spesa nel digitare sul tastierino di Facebook il proprio disappunto non poteva essere impiegata al momento giusto nel mettere un fottutissimo parere sulla carta?
Non vi garbava alcun parere? Esiste l’opzione di esprimere anche questo tipo di posizione.
Ora per molto tempo probabilmente purtroppo non ne avremo bisogno ma copio incollo qui un estratto dal sito “la legge per tutti” dove vengono ben spiegate un po’ più tecnicamente le implicazioni reali del fare gli astenuti:
Il «non voto», dunque, è – per quanto rispettabile – palesemente rischioso quando viene espresso per non favorire un candidato. Vediamo meglio perché, facendo anche qualche esempio:
Voto di protesta: registrarsi al seggio e non votare

È la scelta che potremmo chiamare «del protestante burocrate». Consiste nel presentarsi al seggio il giorno delle elezioni, farsi registrare, rifiutare poi di ritirare la scheda e, infine, chiedere di verbalizzare le ragioni della protesta. Più diffusa di quanto si possa pensare, visto che, in passato, il Ministero dell’Interno ha sentito il bisogno di intervenire e di dare delle direttive ben precise ai presidenti dei seggi. Quello che il Viminale ha chiesto è che, per evitare di rallentare le operazioni di voto, venga verbalizzata in modo veloce e sintetico la protesta dell’elettore, le cui generalità saranno allegate al verbale insieme ad eventuali documenti scritti (magari a casa, così gli altri votanti riescono ad arrivare a casa per mangiare a una certa ora) e presentati al seggio dal cittadino. Questo significa che il «protestante burocrate» è uno che non teme di mostrare la propria faccia e che vuole sottoscrivere, con tanto di nome e cognome, il motivo del proprio dissenso. Perché questo «non voto» non incide sul risultato elettorale? Perché, ai fini delle rilevazioni statistiche sulla affluenza alle urne, i cittadini che vorranno aderire alla singolare protesta non saranno conteggiati tra i votanti della sezione elettorale, bensì saranno considerati come «non votanti». Insomma, è come se fossero rimasti a casa. Il «protestante burocrate», però, non demorde, è uno che fa le cose per principio, ed è anche un sognatore: è convinto che qualcuno, a Palazzo, leggerà il motivo della sua protesta. Dimostra, in questo modo, la fiducia nei politici che non ha avuto alle urne. Diverso il caso di chi si rifiuta di andare in cabina ma prende la scheda in mano e la riconsegna immediatamente. In questo caso verrà conteggiato tra chi ha votato «in bianco». Ma la sua protesta non verrà verbalizzata. Non sarà un «protestante burocrate», ma un «protestante nulladicente».
Voto di protesta: annullare la scheda in cabina

È la scelta del «protestante viscerale». Consiste nel ritirare la scheda al seggio, andare in cabina, armarsi di matita e scrivere le frasi più improbabili rivolte ai politici per annullare la scheda. C’è chi consiglia ai candidati di andare a farsi un giro in posti poco ortodossi, chi esprime il proprio dissenso scrivendo di essere stanco di loro, chi augura ai politici di non soffrire più di stitichezza. Leggere quelle schede è un po’ come leggere le scritte sulle porte dei bagni pubblici dei licei o delle vecchie osterie. Tutto inutile? Non proprio, se si ha la pretesa che questo «non voto» possa incidere sul risultato elettorale: è probabile che il gesto del «protestante viscerale» abbia un effetto boomerang e che faccia un favore a chi ha ottenuto meno voti. Facciamo un esempio.

Partito A contro partito B. Sei elettori alle urne.

Prima ipotesi: l’elettore 1 non sa per chi votare ma considera il partito A il male minore.

Gli elettori 1, 2, 3 e 4 votano per il partito A.

Gli altri due (gli elettori 5 e 6) votano per il partito B.

La vittoria del partito A è netta e otterrà molti più seggi rispetto al partito B.

Seconda ipotesi: l’elettore 1, decide di annullare la scheda in cabina.

Gli elettori 2, 3 e 4 votano sempre per il partito A.

Gli ultimi 2 (gli elettori 5 e 6) votano per il partito B.

L’elettore 1 ha fatto, in questo modo, una cortesia al partito B, che, accorciando le distanze rispetto al partito A, ottiene più seggi. In sostanza, è come se l’elettore 1, che riteneva il partito A il male minore, avesse votato per il partito B.
Conviene davvero il «non voto»?

Il Cancelliere di ferro tedesco Otto von Bismark diceva più di cent’anni fa: «Non si mente mai tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia». Nessuno ad un comizio avrebbe il coraggio di Totò, alias Antonio La Trippa che, nel film Gli onorevoli, denunciò i politici che volevano corromperlo per sistemare i loro affari. Tuttavia, lamentarsi senza avere la voglia di cambiare le cose serve a ben poco. Astenersi dal voto, rifiutare una scheda o annullarla significa respingere l’unico strumento che la democrazia ci consente per tentare di ribaltare una situazione che non ci piace. In altri Paesi ci invidiano perché abbiamo questa possibilità.

Scusate lo sfogo ma la gente che prima dice “non voto perchè nessun partito mi piace e non voglio favorire nessuno di questi porci” e poi rompe le palle mi fa saltare i nervi. Meditate gente, meditate.

Anniversario.

Scusatemi se ho un sorriso ebete e se il mio entusiasmo è un po’ sopra le righe.

Ho sempre considerato gli avvenimenti importanti degni di essere ricordati e celebrati.

Chiaramente i compleanni e poi magari la prima volta di qualche esperienza speciale.

E ovviamente gli anniversari nelle relazioni.

Il piccolo dettaglio è che se per le altre casistiche io ho avuto modo di festeggiare ampiamente, per quanto riguarda le questioni di cuore ufficiali per me è la primissima volta che raggiungo il traguardo dell’anno.

Ho sempre guardato con un po’ di invidia le coppie festeggiare e finalmente è arrivato anche il mio turno.

Tutti i lambiccamenti di cervello su eventuali regali da fare o sorprese da organizzare possono essere messi finalmente in pratica.

Quindi non mi resta che festeggiare per questi primi 365 giorni passati assieme a una persona fantastica.

Sono stata fortunata ad aver trovato in mezzo a miliardi di probabilità , proprio te che mi fai stare bene e nutri il mio spirito di pace e benessere.

Grazie per questo tempo che è sembrato un soffio.

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Buon anniversario.

Della fiducia ben riposta.

È uscito il nuovo album dei Ministri.

FIDATEVI.

Che poi oltre essere un affermazione è anche il titolo, dell’album e della seconda traccia.

Non voglio dilungarmi in una recensione perché non sono competente per farlo. Voglio solo dire che la tematica della fiducia in tutte le sue sfumature è il concetto che permea tutte le canzoni.

Sebbene a molti fans non piaccia io come al solito me ne fotto e mi faccio trascinare dalle parole principalmente..infatti lo trovo quasi perfettamente calzante per la mia condizione emotiva recente e attuale.

Mi ritengo come al solito molto soddisfatta.

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Analisi emotiva.

Dopo un 2016 di merda in cui la mia fiducia nella vita stessa è stata messa a dura prova, in cui ho scoperto la delusione nei confronti delle persone e non solo per quelle con cui si hanno rapporti marginali ( che già ben conoscevo) ma anche per quelle importanti.

Il nostro rifugio distrutto distrutto

Un anno in cui ho visto con i miei occhi come il tuo corpo può tradirti.

Un anno in cui mi son fatta circuire dall’ennesimo bugiardo infedele nel peggiore dei modi.

Avevo un sogno più semplice, mi vergognavo di dirvelo,un ghiaccio troppo sottile per costruirci qualcosa su… arrivi tu e si spezza e non c’è acqua più fredda, ma come sempre sul fondo ritrovo qualcosa di me

Guardami come se ci tenessi per davvero e usami, quello che posso Chiedimi quello che riesco

La voglia di fidarmi a chi mi diceva che ci sarebbe stato un meglio era meno di zero.

Potevo contare solo su di me.

Ognuno ha visto una stella cadere e ha pensato e se funziona davvero?

Ognuno ha le forze per rovinarsi o salvarsi da solo.

Ognuno ha un posto in cui tornare.

… come si fa a fidarsi e poi fidarsi di nuovo?

Poi è arrivato il 2017.

E io ho creduto che forse fidarsi di nuovo era l’unica salvezza.

Infatti mi sono fidata che ci fosse ancora del bello da qualche parte nascosto per me.

E senza nemmeno rendermene conto ho riposto la fiducia in una persona come se non fosse esistito un prima traumatico. Ed è stata una scelta meravigliosa.

Ora è un nuovo anno e tutto sembra incastrarsi come un puzzle magico.

Ringrazio ogni momento in cui appoggio la testa sulla sua spalla e tutti gli stress se ne vanno in un secondo. E io riesco a dormire come quando ero piccola.

Ringrazio che ci sia a dirmi di crederci quando io vacillo.

Anche oggi ti ho pensato nella battaglia, ti ho chiamato e tu mi hai spento il rumore mi hai guardato negli occhi, mi hai coperto le spalle

Non serve aggiungere che ho ben riposto la mia fiducia 🙂

Dimmi cosa hai capito della felicità Dimmi che cosa ancora ti fa urlare a piena gola …ti fa stare appeso a un filo, ti fa stare ancora bene

bene come non sapevi più

Quindi un solo consiglio: FIDATEVI.

Medioman.

Oggi mi va di parlare della mediocrità.

La settimana scorsa mi è capitato di dover trascorrere del tempo con gente più o meno della mia età mai vista prima.

Ormai non è più come una volta quando una cosa così mi avrebbe potuto turbare o mettere in imbarazzo. Mi piace chiacchierare, confrontarmi.

Purtroppo però mi son trovata davanti quella categoria irrecuperabile di mediocrità assoluta. I classici che vanno in vacanza dove vanno tutti perché è figo e perché “ci si diverte” e quando suggerisci che con la stessa cifra si sarebbe potuta valutare una meta molto più di qualità e meno affollata, ti guardano straniti.

Nessun gusto musicale, nemmeno il più banale o scontato che per lo meno sarebbe stato in linea con le ferie scelte.

Eh niente. Non voglio giudicare troppo. Ognuno ambisce alla felicità che vuole e che si edulcora nella propria testa. Ammetto che inizialmente ho provato la stessa insofferenza che provavo a 16 anni quando mi sentivo un pesce fuor d’acqua e credevo che fossi sola in un mondo di gente che si accontenta. Ma poi si è fatto spazio in me una sensazione nuova. La pietà.

Brutta parola, lo so.

Ma mi son sentita sfacciatamente fortunata.

Di aver faticato nella ricerca della felicità vera anche se è costato e costerà sofferenza e pazienza infinita. Dello sviluppo e dell’ affermazione dei miei gusti e preferenze anche se ha significato e significherà emarginazione.

Sono fiera di aver selezionato, approfondito, osservato accuratamente, pazientato, rinunciato o dato possibilità a cose, persone, luoghi,situazioni al fine della fuga dalla mediocrità.

Questo pensiero un po’ borioso (lo ammetto) mi ha condotto a riflettere soprattutto sui rapporti umani. Penso a chi per esempio pur di aver qualcuno a fianco cambia personalità, abitudini ecc. fa perdere di senso tutto.

Forse chi sta dall’altra parte pensa che io sia un’ eterna insoddisfatta irrequieta, o una che vuole fare l’alternativa a tutti costi.

Anche se fosse, non mi importa.

Tanti auguri…per la vostra realizzazione, e che io mi stia solo sbagliando.

Cin.

Fiori e fioretti.

“Qualunque fiore tu sia, quando verrà il tuo tempo sboccerai, prima di allora una lunga e fredda notte potrà passare,
anche dei sogni della notte trarrai forza e nutrimento, perciò sii paziente verso quanto ti accade e curati e amati, senza paragonarti a voler esser un altro fiore, poiché non esiste un fiore migliore di quello che si apre alla pienezza di ciò che è. E quando ti avverrà potrai scoprire che andavi sognando Di essere un fiore che aveva da fiorire”
Pierre Franckh

Ieri in radio ho sentito questa massima e con sorpresa ho scoperto che qualcuno ha dato vita al concetto che mi sono figurata in testa quando mi sono tatuata i tre fiori sul piede.

Le tre fasi della vita…il bocciolo, la fioritura e infine l’appassire. Consapevolmente.

Contenti del fiore che si è stati.

Più vivo più mi sembra di essere sulla buona strada della pienezza di essere.

Almeno lo spero.

JoanneWorldTour: ecco perché amo Lady Gaga

Per chi mi conosce a livello di gusti musicali, ancora rimane un mistero insondabile il fatto che io ami alla follia Lady Gaga.

La verità è che anche per me è stata una sorpresa la prima volta che mi son trovata a piangere su Speechless al Forum durante il Fame Monster ball tour mentre accompagnavo un amico giusto per fare qualcosa di diverso.

Chi si immaginava che quella vena che mi pulsa dentro quando ascolto certi gruppi punk o rock, si svegliasse dentro così potentemente anche con una cantante pop dance?

Cerco di spiegare…

Ragazzi la voce e la dedizione di quella donna colpiscono.

La riconferma l’ho avuta guardando Five Foot Two, (il documentario in esclusiva per Netflix) nei passaggi in cui si stava preparando per l’Half Time Show…fa capire quanto impegno e genuinità ci metta.

Mi fa commuovere sempre. Sarà che tra gente che è stata presa per il culo in tenera età e che è cresciuta dovendosi ricreare l’autostima e combattere sempre contro certe insicurezze insinuate dalla gente intorno, ci si capisce. Si crea quel legame inspiegabile di empatia naturale.

Avete ragione, magari non ci sono testi mega prolissi negli album di Gaga, ma c è quella magia e quel tocco di semplicità che lasciano spiazzati e contenti.

Magari c’è un po’ troppo italoamericanismo in certi suoi atteggiamenti, che risultano un po’ costruiti e zarri.

Ma onestamente tutti noi abbiamo un po’ di drama inside…. e vorremmo esprimerlo ma ci tratteniamo perchè non vogliamo essere etichettati come strani. E invece basta. Freghiamocene.

Eccomi lì a sentirmi libera per una notte di essere scontata, caciarona e un po’ zarra.

Di esser libera di commuovermi come una ragazzina quando Gaga si sporge a qualche metro dalla mia testa e manda un bacio alla folla.

Quando canta sola col pianoforte e da tutta se stessa.

No, non si può spiegare, va ascoltata senza pregiudizi.

Vi chiedo scusa se il video è tremolante e mosso ma è fatto da me, una nana che cerca di superare i giganti intorno…  ma ci tenevo a mettere un video dal mio punto di vista!